Diumenge, 20 de juny de 2021 - Edició 1060
La República

Carta als eurodiputats italians

Un dels objectius que ens hem fixat al Parlament Europeu és difondre la voluntat de llibertat de Catalunya. En aquest sentit, he enviat, juntament amb l’arquitecte italià instal·lat al nostre […]

Oriol Junqueras
Oriol Junqueras 07/10/2009

Un dels objectius que ens hem fixat al Parlament Europeu és difondre la voluntat de llibertat de Catalunya. En aquest sentit, he enviat, juntament amb l’arquitecte italià instal·lat al nostre país Marco Giralucci, una carta als eurodiputats italians explicant-los en què consisteix l’onada de referèndums d’autodeterminació als municipis catalans. Estem tan convençuts que defensem una causa justa i legítima que, si els ho expliquem directament, ho entendran.

Us adjunto la carta que els hem enviat en italià:r

La Catalogna vuole la libertà

Questo autunno, molti comuni catalani stanno organizzando una consultazione fra i propri cittadini con la domanda: “Lei è d’accordo che Catalogna diventi uno stato di diritto, indipendente, democratico e sociale, integrato nell’Unione Europea?”

Il primo a celebrarla, il 13 settembre, é stato Arenys de Munt, un “ridente paesino” di 8.023 abitanti, non lontano da Barcellona, dove si sono accreditati 300 giornalisti da tutta Europa. Ma perché un’iniziativa numericamente tanto piccola riscuote questo interesse?

La Costituzione spagnola del 1978 prevede, all’art. 92, che i referendum possono essere convocati solo dal governo, su proposta del parlamento. Dato che essa stessa garantisce l’unità e indissolubilità della nazione spagnola non sono permesse iniziative di autodeterminazione. Così, il Governo Zapatero si è affrettato a precisare che questa iniziativa è fuori dalla Costituzione e ha attivato il meccanismo di nomina di un avvocato pubblico.

Contemporaneamente, un gruppo referente alla Falange Spagnola ha chiesto l’autorizzazione per una manifestazione contraria alla consulta, proprio ad Arenys de Munt, da farsi lo stesso giorno della sua celebrazione. Ricordiamo che la Falange, corrispondente del partito fascista italiano, in Spagna non è proibita dalla legge. Fondata nel 1933, sopravvive ancora. Qualcuno ha detto: “Franco è morto, ma il franchismo no”. Per noi italiani già questo suona strano, ma c’è dell’altro: fra i 40 Avvocati dello Stato in servizio in Catalogna, il caso ha voluto che il delegato del Governo abbia scelto Jorge Buxadé Villalba, un ex candidato proprio della Falange a metà anni Novanta. Da non credere.

A seguito, riscontrando la legalità della manifestazione falangista e l’incostituzionalità della consulta, il Giudice ha vietato al Comune di Arenys di dare supporto a quest’ultima ed ha autorizzato la manifestazione neofascista.

A quel punto, da tutti i gruppi del Parlamento Europeo, sono arrivate proteste e hanno proposto di fare pressioni sullo Stato Spagnolo che autorizza questo tipo di manifestazioni domandandosi se ciò sia adeguato agli standard europei nei confronti dei passati regimi fascisti.
La consultazione si è celebrata nel centro parrocchiale. L’adesione dei votanti è stata alta, sono arrivate personalità politiche e semplici cittadini a sostegno dell’iniziativa, che il sindaco ha definito, commosso, “una festa della democrazia”.

Conclusione: se altri 60 comuni catalani si sono dichiarati pronti a ripetere l’iniziativa, dandosi appuntamento per il 18 di ottobre, il desiderio di autodeterminazione della Catalogna è veramente alto.

Barcelona, 30 settembre ’09

Marco Giralucci (architetto) e Oriol Junqueras (deputato al Parlamento Europeo)